Riuso e rigenerazione, Bonifati all’evento di Prospettiva alla Camera: “Eccesso di rigidità normativa scoraggia ogni iniziativa”

Ott 27, 2026

“Ciò che come costruttori chiediamo, e che continueremo a chiedere anche in vista delle prossime scadenze amministrative, è un vero cambio di paradigma. Oggi siamo circondati da norme sovrapposte, stratificate nel tempo e distribuite tra diversi livelli di governo. Questa complessità rende sempre più difficile per chi vuole investire sul territorio avere certezze sui tempi, sulle procedure e, quindi, sulla sostenibilità del proprio investimento”. A dirlo la vicepresidente ANCE ROMA – ACER Benedetta Bonifati, intervenuta al convegno “Riusare per rigenerare”, organizzato alla Camera dei Deputati dalla società Prospettiva BMS.

“La certezza delle regole serve ad attrarre imprenditoria seria e di qualità. In assenza di un quadro normativo chiaro, il rischio non è soltanto quello di perdere opportunità di sviluppo, ma anche di scoraggiare proprio quegli operatori che intendono investire nel rispetto delle regole”.

“Per quanto riguarda il riuso – ha detto ancora Bonifati – non abbiamo bisogno di regole che disciplinino ogni minimo dettaglio; occorre, al contrario, una flessibilità controllata. Nessuno mette in discussione il ruolo pubblico di regolazione e controllo, ma un eccesso di rigidità finisce per bloccare qualsiasi iniziativa. Per questo occorre sedersi attorno a un tavolo e fare scelte chiare, stabilendo priorità e obiettivi. Quando gli obiettivi sono comprensibili e ben spiegati, anche i cittadini sono più disponibili ad accettare i sacrifici necessari”.

“Lo stesso approccio – ha aggiunto poi – dovrebbe essere adottato per gli interventi di rigenerazione urbana. In questi anni, durante il confronto sulle modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione, ci siamo concentrati molto sul tema della sostituzione edilizia. Spesso siamo stati accusati di puntare esclusivamente alla demolizione e ricostruzione. In realtà la questione è un’altra: la programmazione delle grandi trasformazioni urbane deve partire dall’amministrazione pubblica. Spetta alle istituzioni individuare gli ambiti strategici e definire le linee di sviluppo del territorio.

Le imprese possono certamente contribuire, ma non possono sostituirsi alla pianificazione pubblica. Da questo punto di vista, il partenariato pubblico-privato rappresenta uno strumento potenzialmente molto utile. Tuttavia, oggi presenta un limite importante. L’eliminazione del diritto di prelazione ha reso più rischiosi gli investimenti preliminari richiesti ai privati. Nessuno contesta che il progetto debba poi essere sottoposto a gara e a confronto competitivo. Il problema è che chi sostiene costi significativi per elaborare una proposta non ha alcuna garanzia di recuperare quell’investimento.

Se non si affronta questo nodo – ha concluso la vicepresidente – il rischio è che il partenariato pubblico-privato resti uno slogan più che uno strumento concreto. Un po’ come accade per la rigenerazione urbana: ne parliamo da oltre vent’anni ma ancora oggi manca un quadro stabile e realmente efficace”.