“Si lavori a una ‘ZES Casa’ per dare impulso a operatori privati”: Bonifati al convegno FIAIP sul Piano Casa

Ott 8, 2026

“Abbiamo accolto con favore il Piano Casa perché la carenza di alloggi è un’emergenza ormai strutturale nel nostro Paese”. Così la Vicepresidente ANCE ROMA – ACER Benedetta Bonifati, intervenuta al convegno FIAIP “Il nuovo Piano Casa: opportunità, regole e tutele per i cittadini”. “Dobbiamo rilevare – ha premesso Bonifati – che negli ultimi 5 anni i costi delle materie prime sono aumentati vertiginosamente, ma a questo aumento non è seguito un aumento dei prezzi degli immobili. Di fatto l’incontro tra domanda e offerta sul nuovo, o su ciò che è stato profondamente ristrutturato, è complicato”. Inoltre, ha aggiunto la Vicepresidente, “è necessario rivedere l’OMI: non è un indicatore attendibile perché tiene conto solo dell’ubicazione del fabbricato, senza fare distinzioni tra nuovo e non”.

Per ciò che attiene il Piano Casa, “riteniamo che il primo pilastro sia fondamentale per implementare il patrimonio pubblico: siamo uno dei Paesi europei col minor patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Il decreto mobilita circa 7,3 miliardi di euro con un potenziale incremento fino a 10 miliardi considerando il Fondo Housing Coesione, ma non è chiaro con quali criteri e in che misura le risorse saranno effettivamente ripartite. Serve programmazione di medio-lungo termine e servono fondi che coprano piani almeno decennali“. Sul cosiddetto “terzo pilastro” del Piano, ha aggiunto poi Bonifati, “siamo critici. Come ANCE ROMA – ACER rappresentiamo le piccole-medie imprese. Il decreto introduce semplificazioni e agevola gli interventi oltre il miliardo di euro, mentre non prevede altrettante agevolazioni per i progetti più piccoli, che diventano così, di fatto, insostenibili per le nostre imprese“. Una delle proposte ANCE per migliorare il decreto, ha detto ancora Bonifati, è quella di “‘Zes Casa’, che consentano un quadro di semplificazioni calibrate sulle specificità territoriali. A partire dall’individuazione, da parte dei Comune, di specifici ambiti territoriali, istituirvi un regime differenziato che escluda temporaneamente i prelievi fiscali, dando impulso agli investimenti privati. Regime differenziato che preveda una tassazione fissa sull’acquisto di immobili, sia privati che pubblici, per spingere i programmi di rigenerazione urbana; incentivi alle famiglie che acquistano immobili di classe energetica elevata e infine incentivi all’affitto da parte di imprese”. “Tra gli altri aspetti da considerare – ha aggiunto – c’è poi il tema delle locazioni: è necessario prevedere agevolazioni fiscali per le imprese almeno per portarle allo stesso regime previsto per i privati, altrimenti si è penalizzati”.