L’incertezza normativa, le sovrapposizioni giurisprudenziali e un quadro regolatorio non più al passo con le sfide attuali rischiano di frenare gli interventi di rigenerazione urbana necessari per il futuro delle nostre città. È questo il tema al centro dello speciale dedicato dal TG4 Mediaset al settore dell’edilizia e dello sviluppo urbano, nel quale è intervenuta la Presidente di ANCE ROMA – ACER, Francesca De Sanctis, dando un punto di vista su Roma.
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Nel suo intervento, la Presidente dei costruttori romani ha espresso forte preoccupazione per la discrepanza tra le ambizioni di modernizzazione della Capitale e le leggi attualmente in vigore, evidenziando come la rigidità delle norme attuali scoraggi gli investimenti privati, fondamentali per affiancare il pubblico nei processi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
“Ai proclami devono seguire i fatti. Oggi ci troviamo a dover gestire la città del futuro con leggi del passato: abbiamo una legge urbanistica del 1942 e un decreto sugli standard che risale al 1968. Per un imprenditore, l’incertezza normativa e l’incertezza dei tempi rappresentano i principali ostacoli allo sviluppo”.

Altro nodo da affrontare, quello della cosiddetta “zona omogenea A” di Roma. Se in molti contesti urbani la “zona A” identifica in modo preciso il centro storico ad alto valore storico-artistico, nella Capitale presenta una conformazione ben diversa:
“A Roma la Zona A è amplissima: si estende dal centro fino all’EUR, tocca la Prenestina e comprende persino quartieri periferici. All’interno di questa perimetrazione sono inclusi edifici che non sono affatto degni di tutela, che avrebbero un disperato bisogno di essere riqualificati. Tuttavia, a causa delle rigide limitazioni previste, non è possibile procedere con interventi di rigenerazione profonda o di demolizione e ricostruzione”.

