Il settore delle costruzioni continua a rappresentare uno dei principali motori dello sviluppo economico, ma per sostenere la crescita servono competenze adeguate, così come un rapporto più stretto tra imprese, università e pubblica amministrazione. È questo il messaggio lanciato dalla Presidente di ANCE ROMA – ACER, Francesca De Sanctis, intervenuta all’Assemblea di Federmanager Roma, “L’Industria di Domani”.
Nel corso del panel dedicato a competenze, mercato del lavoro e investimenti strategici, la Presidente dei costruttori romani ha ricordato come il comparto abbia registrato una crescita straordinaria negli ultimi anni: «Come evidenziato dai dati della Banca d’Italia, gli investimenti sono aumentati di oltre il 40% negli ultimi cinque anni – ha affermato Francesca De Sanctis – una crescita arrivata dopo oltre dieci anni di crisi, che ha però fatto emergere un nodo cruciale: la carenza di figure professionali in grado di gestire una mole così rilevante di investimenti». Secondo De Sanctis, il principale ostacolo è il divario tra domanda e offerta di competenze, determinato sia dalla diminuzione degli iscritti alle facoltà tecnico-scientifiche, sia dal disallineamento tra i percorsi formativi e le esigenze delle imprese. «Oggi il manager che opera nel nostro settore è profondamente cambiato. Alle competenze tecniche si affiancano conoscenze di contract management, project management, transizione digitale, transizione energetica, sicurezza e gestione dei processi. Per questo è fondamentale rafforzare il collegamento tra università e imprese, così da formare i professionisti di cui il mercato ha realmente bisogno.» La Presidente ha inoltre evidenziato come anche il settore delle costruzioni abbia avviato una profonda trasformazione culturale nella gestione delle risorse umane. «Quando abbiamo iniziato a competere con altri comparti per attrarre talenti, abbiamo compreso l’importanza del welfare aziendale e della valorizzazione delle persone. È stato un cambio di paradigma che, anche come associazione, stiamo sostenendo per supportare le imprese in questo percorso».
Per De Sanctis, una delle principali cause del rallentamento del sistema economico italiano resta comunque l’eccesso di burocrazia. «Le nostre professionalità sono apprezzate in tutto il mondo. Se in Italia registriamo livelli di produttività inferiori, non è un problema di qualità delle persone, ma anche di un sistema amministrativo che continua a rallentare investimenti e sviluppo». Come esempio concreto, la Presidente ha richiamato le difficoltà che molte imprese stanno incontrando nella realizzazione degli interventi di efficientamento energetico. «Nonostante le opportunità attuali, spesso non riusciamo ancora oggi a ottenere le autorizzazioni necessarie per intervenire sul patrimonio edilizio. Il motivo è semplice: siamo ancora vincolati da norme ormai superate, che non consentono di adeguare gli edifici agli standard richiesti oggi».
Infine, De Sanctis ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli investimenti nella manutenzione delle infrastrutture e delle reti. «Ridurre le dispersioni energetiche e migliorare l’efficienza del sistema richiede un piano strutturale di manutenzione. Per il nostro settore le priorità sono due: accelerare l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio e avviare un forte programma di manutenzione delle infrastrutture e delle reti».



