Il futuro dell’edilizia tra ricambio generazionale e IA: la Vicepresidente Donati ospite di “Generazione Radio2” su Rai Radio 2

Giu 22, 2026

L’edilizia è uno dei settori “meno a rischio di essere sostituito dall’IA” ma questo non vuol dire che non possano derivarne “molti benefici. Ovviamente ci vuole tempo, serve informazione e formazione in questo campo”. A dirlo, ai microfoni della trasmissione “Generazione Radio 2” di Rai Radio 2, la Vicepresidente ai Lavori Pubblici, Angelica Donati.

PRIMO PIANO Donati @ Rai Radio 2

Interrogata sulle innovazioni che stanno interessando il settore dell’edilizia, Donati ha chiarito che “nelle costruzioni – non solo in Italia, ma nel mondo – l’età media è molto elevata, ma grazie alle giovani imprese le nuove tecnologie stanno arrivando e l’associazione di cui faccio parte serve proprio a fare da raccordo tra nuove competenze e imprese, a creare un ecosistema in cui a essere beneficiate non siano solo le grandi aziende”. Ma in che ambito sono più visibili i vantaggi dell’IA? “Posso dire per mia esperienza diretta che lo stiamo iniziando a utilizzare moltissimo per migliorare i processi quindi in ambito di progettazione. L’uso più strategico, però, è nella sicurezza, che è fondamentale: con il supporto dell’IA riusciamo a controllare meglio i processi e ad operare con maggior sicurezza“. L’importante, in questo quadro, è che “la semplificazione portata dall’IA non porti a un eccesso di burocrazia. Servono regole chiare e applicabili per tutti”.

Ma l’innovazione non è soltanto nell’applicazione delle nuove tecnologie. “In ANCE ROMA – ACER la nuova squadra di presidenza è molto femminile. La neo presidente, Francesca De Sanctis, è la prima donna presidente del gruppo romano. Nelle costruzioni, settore tradizionalmente maschile, le cose stanno cambiando. Certo, in cantiere c’è ancora tanto da fare, il retaggio culturale è ancora forte ma oggi abbiamo molte giovani imprenditrici che hanno preso in mano le redini dell’azienda di famiglia”. L’intelligenza artificiale potrà aiutare, in futuro, a rendere il cantiere un posto sempre più femminile: “Immaginiamo il cantiere come un posto sporco e polveroso, con gli operai coi sacchi di cemento sulle spalle. Ma oggi i processi si stanno sempre più industrializzando, si utilizzano macchinari sempre più sofisticati: insomma, servono sempre più competenze che non hanno a che fare con la forza fisica. Si aprono dunque sempre più spazi per le donne in ruoli di sofisticazione tecnologica. Ecco perché il prossimo passo è veicolare in maniera strutturale queste opportunità alle giovani generazioni, perché il nostro è un settore che ha un grandissimo fabbisogno di competenze a tutti i livelli e offre moltissime opportunità a donne e uomini”.