La Storia di ANCE ROMA – ACER

Dopoguerra

Costruzione e ricostruzione

Nel 1944, in un’Italia da ricostruire, nasce il primo nucleo dell’Associazione con la guida dell’ingegnere Giuseppe Romita.

Il 18 settembre dello stesso anno, tutte le imprese del settore si uniscono sotto la presidenza di Roberto Almagià. Tra le prime sfide: la riforma del settore, la regolamentazione degli appalti pubblici e la partecipazione alla creazione dell’ANCE nel 1946.

Nel 1948 l’Associazione assume la denominazione ACER – Associazione Costruttori Edili di Roma e Provincia.

Anni '50

Cambiamenti e prospettive

Con Ezio Micaglio alla presidenza, l’ACER si afferma a livello nazionale: nel 1950 contribuisce alla definizione del contratto collettivo di lavoro e nel 1952 entra nella Commissione di studio per il Piano Regolatore di Roma.

Nel 1953 nasce il CEFME per la formazione professionale delle maestranze edili. L’Associazione si batte per modifiche ai sistemi di gara, la creazione di un Albo delle imprese di fiducia e l’accelerazione del rilascio delle licenze edilizie. Nel 1958 promuove la prima Mostra della sicurezza sul lavoro.

Anni '60

Un periodo di grande fermento

Il settore edilizio è attraversato da forti tensioni sociali e sindacali. Nel 1963 Ruggiero Binetti diventa presidente e affronta la questione dei contratti d’appalto e dei prezzi.

Nel 1964 l’Associazione si divide in due realtà distinte: ACER e UCR (Unione Costruttori Romani), che si riuniscono l’anno successivo sotto la guida di Augusto d’Arcangeli.

Nel 1966 nasce ufficialmente ACER-UCR, con Pietro Provera presidente, aderente all’ANCE.
Nel 1969 l’Associazione si trasferisce nella nuova sede di Largo Tartini.

Anni '70

Rilanciare il sistema edile

L’ACER-UCR elabora un piano in 19 punti per rilanciare il settore, proponendo opere pubbliche strategiche come l’Asse Attrezzato e le Zone Direzionali, e promuovendo la lotta all’abusivismo edilizio.

Con la presidenza di Marcello Santoboni (1971), nascono il Comitato d’Intesa tra le forze produttive e professionali dell’edilizia romana e l’Urcel – Unione Regionale Costruttori Edili del Lazio. Nel 1974 viene fondato I.SV.E.UR. (Istituto per lo Sviluppo Edilizio e Urbanistico), per supportare la pianificazione urbanistica.

Anni '80

Lo sviluppo di Roma Capitale

L’ACER inizia a partecipare attivamente alla fase di programmazione delle opere urbanistiche, contribuendo agli studi di fattibilità per il Sistema Direzionale Orientale e il nuovo quartiere fieristico. Nascono FID.URCEL (per il supporto creditizio alle imprese) e CO.SV.IN. (per lo sviluppo industriale). A metà decennio, viene creata la Commissione Giovani Imprenditori Edili e nel 1989 viene eletto presidente Erasmo Cinque, che rafforza il dialogo con le istituzioni per lo sviluppo della Capitale.

Anni '90

Il project financing per nuove idee

Il decennio è segnato da una crisi economica e dalla riduzione della spesa pubblica. L’ACER risponde con trasparenza e innovazione, proponendo il project financing per sostenere i progetti edilizi. Contribuisce ai lavori per Italia ’90, investendo su trasporti, edilizia residenziale e riqualificazione urbana.

Nel 1995, il presidente Paolo Buzzetti presenta un piano per il Giubileo 2000.

Nel 1999 l’ACER organizza il convegno “Roma caput mundi”, introducendo modelli innovativi di sviluppo urbano.

Anni 2000

Un nuovo millennio per l’Associazione

L’ingresso nel nuovo millennio segna una fase di consolidamento e rinnovamento per l’ACER, che rafforza il proprio ruolo di interlocutore privilegiato tra il settore delle costruzioni e le istituzioni. In un contesto economico in trasformazione, l’Associazione si concentra su tre direttrici strategiche: semplificazione normativa, innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile.
In questi anni, l’ACER si fa promotrice di un nuovo approccio all’urbanistica, sostenendo la necessità di piani regolatori più flessibili e orientati alla rigenerazione del tessuto urbano esistente.

2011-2024

Innovazione e trasformazione

Con la crisi economica, l’ACER si trova a fronteggiare una drammatica perdita di imprese e posti di lavoro. Edoardo Bianchi, presidente dal 2013, denuncia l’immobilismo istituzionale con l’iniziativa “Un anno di niente”, pubblicando un numero bianco della rivista “Costruttori Romani”. Spinge per riforme che riducano sprechi e favoriscano gli investimenti.

Nel 2017, con Nicolò Rebecchini presidente, il tema della riqualificazione urbana diventa centrale, con progetti su Corviale, Tor Sapienza, San Lorenzo e Pietralata.