⁠De Sanctis: “Regole stabili, fiducia nelle imprese e tempi certi: così si accelerano gli investimenti”

Lug 14, 2026

La Presidente di ANCE ROMA – ACER è intervenuta al convegno organizzato da GA Alliance su PNRR, Codice dei contratti pubblici e investimenti: “Le semplificazioni introdotte con il Piano, non possono rimanere un’eccezione. Il metodo PNRR deve diventare ordinario”

“Nella governance degli investimenti pubblici, occorre valorizzare il ruolo delle imprese nella definizione delle regole che governano il settore delle opere pubbliche“. Così Francesca De Sanctis ha ribadito il punto di vista dei costruttori romani e delle imprese edili, chiarendo che: “Possiamo scrivere le migliori norme, ma senza imprese capaci di realizzare le opere non esistono né appalti né sviluppo economico. Per questo è fondamentale che chi produce ricchezza e realizza gli interventi sia coinvolto nella costruzione e nell’applicazione delle regole”.

“Alla fine dell’esperienza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, credo sia doveroso fare un plauso alle imprese – ha detto la Presidente ANCE ROMA – ACER – poiché in pochissimo tempo hanno saputo organizzarsi per gestire un volume di investimenti senza precedenti, portando avanti un progetto fondamentale per il Paese. Certamente il merito va anche alle istituzioni che hanno reso possibile il PNRR, ma le imprese hanno saputo trasformare quelle risorse in cantieri e opere”.

Secondo De Sanctis, il principale insegnamento del PNRR riguarda il metodo: “Per gli operatori sono essenziali regole chiare e soprattutto tempi certi. Il nuovo Codice dei contratti pubblici ha rappresentato un importante passo avanti, ma è stato seguito da numerosi provvedimenti attuativi che hanno spesso reso difficile il nostro lavoro, in alcune fasi. Per questo, ci tengo a dire che la stabilità normativa è una condizione indispensabile per programmare investimenti e attività”.

Nel suo intervento, la Presidente ha poi richiamato il valore dei principi introdotti dal nuovo Codice: “Il principio del risultato e quello della fiducia sono probabilmente l’innovazione più importante della riforma. Ma la fiducia deve essere reciproca. Le imprese hanno fiducia nelle stazioni appaltanti; chiediamo che la stessa fiducia, però, venga riconosciuta anche agli operatori. Quando un’impresa segnala criticità legate ai prezzi, alla revisione dei corrispettivi o all’equilibrio contrattuale, occorre partire dal presupposto che quel problema sia reale”.

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Innegabile il contributo del PNRR alla crescita sia della pubblica amministrazione sia del sistema imprenditoriale.

“Il PNRR ha imposto tempi stringenti che hanno costretto tutti a migliorare. Le amministrazioni hanno rafforzato la propria capacità di spesa e le imprese hanno investito in organizzazione e competenze. Nel Lazio sono stati attivati circa 23 miliardi di euro di investimenti PNRR, di cui oltre 13 miliardi nell’area di Roma: un’occasione che ha favorito una significativa crescita del settore”.

Oltre agli aspetti positivi, ha detto ancora, “abbiamo riscontrato problemi nella qualità di molte progettazioni e un forte disallineamento tra le professionalità richieste dalle imprese e quelle offerte dal sistema formativo, ed è per questo necessario rafforzare il dialogo tra università, formazione e mondo produttivo per colmare questo gap”.

Infine, De Sanctis ha sottolineato la necessità di rendere strutturali le semplificazioni sperimentate con il PNRR.

“Non dobbiamo disperdere il percorso di qualificazione delle stazioni appaltanti né fermare gli investimenti nella formazione del personale pubblico. Soprattutto, le semplificazioni introdotte per il PNRR devono diventare ordinarie. Oggi opere non finanziate dal Piano possono richiedere quattro o cinque anni solo per completare l’iter autorizzativo prima dell’apertura dei cantieri. Tempi incompatibili con l’andamento del mercato e con la sostenibilità economica delle imprese”.

In conclusione, la Presidente di ANCE ROMA – ACER ha richiamato l’attenzione sulla capacità di utilizzo delle risorse europee.

“Il PNRR ci ha dimostrato che, quando le procedure sono chiare e i tempi definiti, il sistema Paese è in grado di spendere le risorse disponibili. Non possiamo dire lo stesso dei fondi strutturali europei, che registrano livelli di utilizzo ancora troppo bassi. Il metodo costruito con il PNRR deve diventare il modello ordinario per la gestione degli investimenti pubblici”.